Come sono realizzate le maschere subacquee ottiche?

Il problema di una perfetta visione in immersione per chi soffre di difetti alla vista è oggi facilmente risolvibile utilizzando maschere ottiche.

Olivier, specializzato nella realizzazione di maschere subacquee

Aldo De Michele, fondatore di Ottica Dmz, professionista della visione, ma anche amatore del mondo sommerso, ha vissuto in prima persona l’evoluzione dell’attività subacquea. Le sue difficoltà di visione in immersione lo spinsero a sviluppare, prima per se stesso e poi per i suoi clienti, delle soluzioni visive per chi praticava questo sport.

Un tempo, la gamma di maschere disponibile era sicuramente limitata in confronto a quella che ci è offerta oggi dal mercato. Ed erano poche le maschere che potevano essere modificate per permettere all’ametrope, cioè a colui che presenta un errore refrattivo, di vedere perfettamente sott’acqua.

Un esempio è la “mitica” maschera SuperOcchio della Cressi Sub che, con la sua dimensione ridotta, permetteva un’applicazione della lente correttiva su quasi tutta la superficie interna utilizzando il famoso “balsamo del Canada”. Un prodotto abbandonato ormai da più di 15 anni e sostituito da “adesivi” sintetici molto più performanti dal punto di vista della tenuta e studiati per limitare il progressivo ingiallimento.

 

 

 

 

 

 

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Maschera subacquea ottica: le nuove tecniche di montaggio di lenti correttive

Da una ventina di anni,  Olivier Racchelli, odierno titolare del negozio, ha fatto proprio il “savoir faire” e l’esperienza che gli ha trasmesso il suo maestro sviluppando nuove tecniche di montaggio di lenti correttive di ultima generazione sulle maschere moderne.

A l’inizio di questo secolo, la rivoluzione nelle maschere subacquee è stata introdotta dalla Cressi Sub con il modello Big Eyes dotato di nuovi ed esclusivi principi di costruzione volti a migliorare la condizione di visione sott’acqua come, ad esempio, una forma triangolare verso il basso che permette di aumentare il campo visivo del 30% e, soprattutto, di avere un angolo pantoscopico più accentuato per una migliore visione (l’angolo pantoscopico è l’angolo di inclinazione della montatura rispetto alle aste ed è rivolto verso il viso a chi indossa l’occhiale, n.d.r.).

La ricerca di nuove tecnologie, applicate sia alle maschere che alle lenti oftalmiche in genere, ha permesso ad Ottica DMZ di essere leader nel settore e specialista nella creazione di soluzioni visive personalizzate per il subacqueo ma anche per gli sportivi in genere (applicazione di lenti da vista su montature molto avvolgenti per gli sport come il ciclismo, calcio e tennis).

Abbiamo chiesto ad Olivier Racchelli come è possibile trasformare una normale maschera in una subacquea da vista: «Per meglio capire di cosa stiamo parlando è bene ricordare in breve i diversi tipi di ametropia sferica o torica. «La miopia è la caratteristica di un occhio più “lungo” di uno normale (emmétrope), gli oggetti visti in lontananza si formano all’interno dell’occhio e non sulla retina. La visione diventa migliore e più nitida a breve distanza e la correzione si ottiene con lenti concave»

«L’ipermetropia è la caratteristica di un occhio più “corto” di uno normale e dunque i raggi provenienti dall’infinito si mettono a fuoco oltre la retina. Per compensare questa difficoltà il cristallino (la nostra lente) mette in atto l’accomodazione (il meccanismo di contrazione del cristallino che permette di mettere a fuoco oggetti posti a diversa distanza). Se quest’ultima non è sufficiente, la correzione si ottiene con lenti convesse. «La presbiopia è una condizione fisiologica del nostro sistema visivo che corrisponde ad una graduale perdita di elasticità del cristallino con conseguente diminuzione dell’accomodazione. Si corregge aggiungendo una lente positiva alla correzione per il lontano.

«L’astigmatismo è, invece, un errore refrattivo provocato in generale da un’irregolarità di curvatura della cornea (astigmatismo regolare) più che del cristallino (astigmatismo irregolare). Otticamente l’astigmatismo provoca due differenti linee di focalizzazione sulla retina che causano una visione sfocata (o sdoppiata) a tutte le distanze. La correzione di tale difetto avviene con lenti toriche e l’astigmatismo può essere associato agli altri difetti sopra descritti. «Una volta definito il problema visivo, grazie anche a un approfondito esame optometrico computerizzato eseguito direttamente nel nostro studio, l’ametrope sarà consigliato e seguito nella scelta più appropriata del tipo di maschera e delle lenti da applicare.  «La nostra azienda pone particolare attenzione alla scelta dei materiali utilizzati per la fabbricazione delle lenti oftalmiche, e offre ai propri clienti solo prodotti di qualità estremamente elevata e rispondenti alla normativa vigente dell’Unione Europea; inoltre la lavorazione e l’applicazione delle lenti minerali è fatta esclusivamente nel nostro laboratorio. «In prima fase si ordina la lente da lavorare direttamente in un laboratorio di lenti oftalmiche, dove è creata con le indicazioni delle diottrie del paziente e in seconda fase la lavorazione della lente viene terminata nel nostro laboratorio interno dove, in base al tipo di maschera scelta, si andrà ad impiegare il tipo di lavorazione più idoneo. Ad esempio in una maschera di piccole dimensioni, e compatibilmente con le diottrie, andremo a sostituire direttamente la lente originale con una minerale intera in titanio temperato per assicurare la resistenza agli urti, mantenendo al centro il suo spessore minimo di 3 millimetri. Su una maschera più grande, dove la sostituzione totale della lente originale è impossibile (diametro della lente troppo grande e quindi non rispetto della distanza interpupillare), la lavorazione consisterà nel sagomare una lente quasi identica all’originale che verrà poi incollata nella superficie interna della lente originale. Questa fase tecnica è molto importante per il risultato finale: avere una lente centrata e allineata perfettamente è fondamentale per rispettare l’asse dell’astigmatismo ed esteticamente per non avere una lente a campo ridotto. «Da una decina di anni i fabbricanti di maschere prevedono la possibilità di sostituire le lenti originali con delle correttive aggiuntive, ma è importante precisare che questo tipo di soluzione è limitativo in quanto tali lenti non sono vere lenti oftalmiche, non rispettano la distanza interpupillare, correggono solo la miopia e alcune volte l’ipermetropia (solo in un range di diottrie limitato) e soprattutto si tratta di una lente creata in un processo industrializzato e in nessun modo personalizzabile. In base all’ametropia andremmo a centrare la lente e poi sagomarla per inserirla nella maschera. Quando si tratta di incollare la lente correttiva su quella originale dobbiamo controllare la perfetta assenza di curvatura di quella originale visto che la lente correttiva sarà del tipo piano-concavo o piano-convesso. «La nostra esperienza ci ha permesso di sviluppare soluzioni visive anche per i presbiti con l’applicazione di lenti bifocali; fino a una decina di anni fa quella lunetta aggiuntiva era incollata nella parte anteriore della lente originale, oggi si riesce a sagomare la lunetta in modo da incollarla sotto la lente correttiva per lontano. Questa applicazione può variare in funzione del tipo di immersione che fa il subacqueo; per l’esperto fotografo consiglieremo un taglio obliquo della lunetta per favorire il campo visivo sul display della macchina fotografica. Quindi nello scegliere una maschera subacquea per adattarla da vista, è molto importante seguire il consiglio del nostro tecnico che saprà dare le indicazioni personalizzate per ciascuna tipologia di ametropia».

 

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