Come riciclare le proprie lenti a contatto?

Uno dei temi più importante di oggi è il rispetto dell’ambiente, il riciclo e il trattamento dei rifiuti. In un mondo sempre attento al riciclo, all’ecologia, anche le lenti a contatto devono essere riciclate nel modo corretto.

La consapevolezza di cosa possa fare un piccolissimo “pezzo di plastica” nel suo viaggio dopo essere stato usato, a favore o a discapito del mondo acquatico e per la qualità di vita del pianeta, è già una buona presa di coscienza del problema.

Per capire l’importanza del problema, basta sapere che quasi il 20% dei portatori di lenti a contatto negli Stati Uniti, o circa 9 milioni di americani, getterebbe le lenti nel bagno o nel lavandino. Un piccolo gesto con conseguenze importanti, dal momento che rappresenta 3,36 miliardi di lenti a contatto, in altre parole 23 tonnellate di plastica all’anno, che finirebbero nelle acque reflue degli Stati Uniti, inquinando così l’ambiente!

Esistono 2 macro-famiglie di lenti a contato:

  • Lenti a contatto “morbide”: sono costituite da polimeri flessibili e copolimeri, da silicone e da altri materiali compositi. Questo tipo di lente è caratterizzata da una sostituzione molto frequente ( giornalmente, settimanalmente o mensilmente) e quindi dal punto di vista dello smaltimento, rappresentano la fonte di maggior potenziale inquinamento se non correttamente gettate.
  • Lenti a contatto “rigide” e gas-permeabile : sono costituite da materiali plastici di derivazione vetrosa, composti da polimeri che le rendono più “rigide”. Per queste caratteristiche, hanno una vita di molto superiore a quelle “morbide”, in quanto le plastiche sono soggette a tempi di invecchiamento più lunghi, e quindi una eliminazione molto più tardiva.

Scadenza della lente a contatto.

Tutte le lenti a contatto, una volta trascorso il periodo di tempo consigliato in base alla tipologia di ricambio, non vanno più indossate perché potrebbero mettere a rischio la salute degli occhi, e allora vanno eliminate…in modo responsabile e ecologico!

Un pacchetto di lenti a contatto ( parliamo di lenti “morbide” in quanto le “rigide” vengono consegnate in singoli astucci) è costituito da una confezione esterna, generalmente di cartoncino, che può essere tranquillamente riciclata e smaltita in siete alla CARTA.

Le varie lenti sono poi immerse in un liquido per la conservazione dentro un blister.

Il liquido può essere versato del LAVANDINO senza alcun problema, mentre il blister è composto talvolta di due parti differenti: il contenitore è plastica (almeno per adesso) mentre la parte superiore può essere composta da due tipi di linguette, quella in alluminio, che piegandola mantiene la forma data, oppure quella in plastica come il resto del contenitore.  Se è tutta in plastica andrà ovviamente tutta nella PLASTICA, altrimenti la parte inferiore andrà nella PLASTICA mentre la linguetta nella raccolta dei METALLI (secondo le regole che ogni comune adotta)

Le lenti a contatto invece vanno gettate nell’INDIFFERENZIATO: qualora finissero negli scarichi, per le loro caratteristiche di flessibilità e resistenza andrebbero in mare superando alcuni dei filtri fisici sparsi lungo i processi di smaltimento delle acque e successivamente passando negli impianti dove alcuni microorganismi ne altererebbero la struttura, trasformandole in MICROPLASTICHE altamente nocive per l’ambiente e non solo.

Buone abitudini per gettare e riciclare le lenti a contatto e il loro packaging.

Cosa è riciclabile:

La confezione di cartone delle tue lenti a contatto
Le istruzioni per l’uso in carta
Blister di plastica rigidi individuali contenenti ciascuna lente. Alcune aziende ora offrono imballaggi biodegradabili ecologici.
Bottiglie di plastica rigide di prodotti multifunzione o colliri

Cosa devi gettare nella spazzatura:

Lenti mensili e lenti a contatto giornaliere
La morbida copertura di plastica del blister